Chiunque sia di origini italiane, meglio ancora del Sud, non può dire con certezza di non avere parenti emigrati negli States anni fa.
Tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900, infatti, la “terra promessa” dell’industrioso popolo italiano, devastato da una moltitudine di conflitti e di preoccupazioni, erano proprio gli Stati Uniti, che offrivano asilo in cambio di “manovalanza”.
Chi si sarebbe mai aspettato che i signori degli USA avrebbero tenuto un registro (pieno zeppo di errori ortografici e di comprensione) di tutti gli emigranti, registrandone nome, cognome, data di nascita, età e data di arrivo negli States??
Questo registro, adesso, è online. Devo riconoscere che è molto emozionante scrivere il proprio cognome all’interno del campo di ricerca, e vedere una moltitudine di propri potenziali parenti, arrivati lì un secolo fa. Read more...(161 words, 1 image, estimated 39 secs reading time)
Le possibili risposte sono due, i soliti “si” e “no”.
SI:
Ingegneria è difficile perchè coloro che in futuro si fregeranno del titolo “Ing.” sono persone che avranno grandi, se non enormi, responsabilità. Il loro autografo alla fine di un progetto dovrà garantire molte cose, troppe forse.
Questa cosa è molto ben nota a tutti coloro che si occupano in maniera diretta dell’istruzione degli aspiranti ingegneri e pertanto si regolano di conseguenza. Read more...(1070 words, 4 images, estimated 4:17 mins reading time)
Ciao a tutti,
chi mi conosce sa che mi incuriosisce qualunque cosa abbia una batteria e delle pale.
In questo caso parliamo di un mio recentissimo acquisto: un elicotterino radiocomandato di quelli “cinesi”.
Devo dire la verità, per 20 euro, non avrei potuto chiedere di meglio: corpo in metallo, giroscopio, lucine tutte colorate… tutto insomma!
In effetti il volo di questo elicotterino è scandalosamente stabile e preciso: il giroscopio fa il suo lavoro, impedendo che in fase di salita e di discesa l’elicottero ruoti su se stesso, e la piccola elica posteriore consente al velivolo di avanzare ed arretrare agilmente, con la possibilità di modulare la velocità sia di avanzamento che di retromarcia. Read more...(381 words, estimated 1:31 mins reading time)
L’anno scorso, in primavera, mandavo il mio curriculum a diverse “agenzie” che si occupano proprio di promoting, sperando di poter fare qualche giornata di lavoro.
Naturalmente questa questione era finita nel dimenticatoio finchè, con mia grande sorpresa, un pomeriggio di dicembre ho ricevuto una telefonata: “Ciao Francesco! Sono Roberta di Target!”. Lascio immaginare al lettore quanto poco velocemente il mio cervello abbia connesso “Target” ad un’agenzia di promoting. Dopo circa un minuto che sono stato a telefono con questa, ho iniziato a capire di che si trattasse. Read more...(683 words, estimated 2:44 mins reading time)
Finalmente, dopo tanto tempo di “latenza”, i miei ritmi naturali sono usciti fuori di nuovo!
Che sia la volta buona che si torna alle vecchie abitudini?
Ti spiego: da circa un paio di mesi ormai ho perso quella cosa caratterizzante mia che sarebbe le ridotte ore di sonno nella nottata. Infatti oramai non era raro vedermi operativo solo dalle nove, nove e mezza in poi.
Inoltre, ad aggravare questi terribili “ritardi”, c’era anche il fatto che una volta sveglio comunque la mia giornata non sarebbe iniziata di li a un’ora almeno. Read more...(382 words, 1 image, estimated 1:32 mins reading time)
Come si può evincere dalle immagini che sto per postare, il progetto va avanti.
Non senza difficoltà, sono riuscito ad aprire i carter e estrarre il contenuto.
Procediamo con ordine:
Variatore: è Malossi!! Inoltre pare essere in buone condizioni. Lo terrò, anche perchè infondo non è una parte difficile da sostituire, quindi nel caso lo farò in un secondo momento. Read more...(695 words, 1 image, estimated 2:47 mins reading time)
Vi riporto la mia esperienza: milioni di milioni (forse 4 o 5 :D) dvd dl BRUCIATI appresso a questi dannati giochi, al punto che ero arrivato a pensare che… Osx non facesse al caso mio (per quanto riguarda il backup di giochi dell’xbox, sia ben chiaro!).
Non potevo pensare niente di più sbagliato!
Semplicemente mi “affidavo” a dei metodi non propriamente efficaci.
Mi spiego meglio: l’unico modo per sperare che una masterizzazione avesse esito positivo, era affidarmi a supporti ultracostosi (parliamo di Philips da… 3,00 euro l’uno!!), lasciar perdere il mio MacBook per il tempo necessario alla masterizzazione e sperare che tutto andasse per il meglio (se così non fosse stato avrei “arrefuso” 3 euro… non so se mi spiego!!). Read more...(727 words, 1 image, estimated 2:54 mins reading time)