L’autista sadico.

Ciao a tutti, vi riporto una cosa “curiosa” che mi è successa:
Avete presente quando a Napoli, a luglio, ci sono stati quei temporali paurosi? Bene, io ero a 5km da casa in bicicletta, e mi riparai sotto una pensilina del pullman per non ferirmi con la grandine che batteva violenta. Arrivato il bus, chiedo con molta educazione agli occupanti di farmi salire, e nonostante fosse veramente affollato, tutti fecero il possibile per aiutarmi, e alla fine fui accolto.
Ero bagnato fradicio, fino alle mutande. Facevo veramente pena.
Tempo due minuti, il conducente mi dice “scusi, lei deve scendere, non può stare con la bicicletta sul bus”. Gli spiego che in un paio di fermate sarei arrivato a destinazione, ma lui insiste nel farmi scendere. Gli faccio notare che c’è il temporale fuori, e tutti gli occupanti del pullman fanno coro per invitare l’autista testardo a lasciarmi stare. Niente da fare.
In vita mia non ho mai implorato nessuno, e non avrei di certo iniziato a farlo quel giorno, quindi mando a fare in culo l’autista, prendo la mia bicicletta e scendo sotto il temporale.
Questo, con la coscienza evidentemente sporca, mi affianca col bus e dice “ma tu mi devi capire, può essere pericoloso!”. A quel punto gli rido in faccia e gli dico “Già, tutti sanno che le biciclette esplodono!”. Mentre parlava, incazzato nero mi metto in sella ed inizio a pedalare. Sul pullman con me era salita anche la mia ragazza, alla quale avevo affidato lo zaino con il mio computer dentro, quindi dovette rimanere dentro per non farlo bagnare. Arrivai alla fermata prima di loro, un uomo scese e mi disse che sul pullman c’erano state accese polemiche per quanto fatto dall’autista, e mi spiegò che egli stesso proveniva da una famiglia in cui nelle tre generazioni precedenti tutti gli uomini erano stati autisti di bus. Provò a convincermi che prima l’autista era un gentiluomo, una categoria rispettata e rispettabile. Questo pezzo di merda, invece, per non rischiare che qualcuno si graffiasse le gambe contro i pedali della mia bicicletta, ha fatto scendere dal bus un ragazzo di vent’anni, che potenzialmente poteva essere suo figlio, fradicio come un pulcino.
Qui non si tratta di poca attenzione nei riguardi dei ciclisti. Qui stiamo parlando di un uomo senza cuore. Ci vantiamo tanto del nostro calore, della nostra umanità.. macchè, abbiamo solo di che vergognarci.
Inutile dire che auguro ogni male a quel dannato a cui devo 5km di pedalata in salita con l’acqua che arrivava ai mozzi delle ruote, e mi rincresce di non averlo sputato in faccia quando ne ho avuta l’occasione.
Posted agosto 9, 2009 by Francesco under Chiacchiere, Cronaca








